Ero detto, da qualcuna che non ho voglia di svelare, che la mia grammatica è brutta. A dire vero, lo sapevo tanto tempo fa. Quindi, in modo da nascondere questo fatto, ho deciso di scrivere in Italiano, la lingua di cui non capisco quasi niente. Se volete tradurrlo, potete usare Babelfish (cliccare qui) leggerlo ma dopo la traduzione la grammatica sarà diventato incomprensibile. Invece, se conoscete un italiano...
Domani parto per Parigi, dove passerò due giorni prima di volare agli stati. La ragione che devo tornare è che devo ottenere il visto. In questa avventura della lingua e burocrazia, c'è una storia in particolare che ho voglia di raccontare.
Dell'università ho bisogno di due lettere. Una lettera ufficiale che dice che io ho vinto una borsa di ricerca, risulto ospitato presso una casa/un appartamento in Italia, e ho ricevuto una polizza assicurativa italiana. La altra è un contratto tra l'università e me, che descrive dove, (Pavia) cosa, (elettronica) e con chi (ST) sto lavorando. Questo contratto era quasi impossibile ottenere. Inizialmente, un documento è stato preparato per la secreteria all'università e io lo ho firmato, dopo cui il documento diventava un contratto. (non ufficiale) Dopo di ciò, il contratto doveva essere: firmato da il mio capo, firmato ancora da me, firmato e timbrato da il magnifico rettore (il suo titolo) e finalmente firmato e ufficializzato da l'Inspettorato Provinciale del Lavoro. Ogni firma prende tre a cinque giorni perché in Italia, non può portare il documento si stesso, deve usare un corriere. Sono stanco della burocrazia italiana, ma non ho finito; la prossima settimana c'è il consolato generale d'italia, a San Francisco....
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